Stregoneria

Il Nocciolo

Nella stregoneria e nella magia europee, il Nocciolo figura spesso come pianta magica, a volte per eccellenza e più di altre, al punto che in alcuni casi è dal Nocciolo che viene tratta la bacchetta – strumento dalle molteplici funzioni e primo a denotare lo status del praticante dell’Arte, venendo usata per molti scopi diversi, dalla tracciatura del cerchio, alla proiezione della Volontà, al comando su certi Spiriti, al “rimescolamento” delle energie durante il rituale.

Questa grande importanza del Nocciolo dipende in primo luogo dal suo essere pianta liminale per eccellenza, poiché in molti casi filari di noccioli accolgono all’ingresso dei boschi, localizzandosi quindi in quella fascia di territorio che unisce e separa la vita civilizzata a quella selvaccia, la zona antropoformata da quella strettamente naturale. Lo Spirito del Nocciolo, in qualche modo, partecipa di entrambe, si fa ponte dalla Civilizzazione alla Natura, e tramite della volontà dalla Materia allo Spirito.

Non è raro che in diverse zone e culture, il Nocciolo appaia come protettore da tutti quegli eventi naturali incontrollabili – dagli incendi, dal fulmine, dall’aggressione di animali selvatici, dalla malattia e, per estensione, anche dalla magia.

Per la sua liminalità, Greci e Romani lo associavano a Hermes e Mercurio, e (con l’Ermetismo) si diffonde la credenza che il caduceo fosse fatto proprio in legno di Nocciolo. Per i Greci, “karya”, le piante che recano frutta con guscio (il Nocciolo, il Noce e il Castagno), erano piante erano sacre ad Artemis, che presiedeva a un boschetto di noci o noccioli presso Karyai, in Laconia.
Allo stesso tempo, proprio la sua liminalità, rende il Nocciolo pianta magica, non sempre con valore positivo, alimento degli Dei dal quale gli uomini traggono saggezza e ispirazione poetica (come fra i Celti e i popoli Gaelici), e addormentandosi alla cui ombra si ottengono sogni profetici e visioni, o si cade in un sonno indotto dal Piccolo Popolo, dalle cui illusioni sarà impossibile liberarsi.

Nella Magia Rinascimentale, il Nocciolo mantiene una fama di pianta magica, e si diffondono rapidamente leggende secondo le quali recandosi sotto le sue fronde, è facile ottenere conversazione con Spiriti benevoli – ragion per cui un ramo di Nocciolo che non abbia mai portato frutto è il legno ideale da cui trarre la bacchetta.

In un processo per stregoneria del XVII secolo troviamo invece raccontata la storia di una strega a cui il Diavolo in persona aveva donato una fronda di nocciolo, con il quale lei batteva il fiume per far piovere, azione alla quale seguiva un gran diluvio. Si tratta forse di un residuo di pratiche sciamaniche che prevedevano l’utilizzo di fronde di nocciolo per invocare la poggia, tecniche dalle quale in parte discendono anche quelle dei vari “tempestari“. Il Nocciolo è sempre stato considerato infatti sia come pianta con la capacità di proteggere dal tempo cattivo, sia con la capacità di provocare quel tempo e, per estensione del legame con la pioggia fecondatrice e portatrice di vita, pianta della fertilità e della seduzione quasi per eccellenza durante il Medioevo.

Non mancano poi associazioni del Nocciolo con pratiche funerarie neolitiche, come nel caso tumulo funerario risalente all’Età del Bronzo presso Ballynagore (in Irlanda), dove è stato trovati resti di rami di nocciolo e salice, in parte bruciati; o come accadeva anche presso gli Alemanni, che piantavano rami di nocciolo nel luogo dei tumuli funerari.

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