Antropologia & Storia delle religioni

Houdinì: l’illussionista scettico

Illusionismo e Magia sono fra loro molto diversi, a volte mondi senza possibilità di comunicazione. Questo perché l’illusionista non è un mago, non crede nella Magia, né la opera: costruisce un’illusione attraverso trucchi di ingegneria, chimica, fisica, trucchetti per ingannare la mente e l’attenzione, illusioni ottiche, e così facendo trasmette l’idea che le sue capacità siano sovrannaturali. Stimola così in chi lo osserva quel senso di meraviglia che fa tornare bambini e sognatori.

Uno dei più grandi illusionisti della storia è stato Henry Houdinì. Per la verità, è stato anche sceneggiatore, attore, regista, cantante, documentarista… e scettico professionista, sbufalatore di medium fraudolenti. Dal punto di osservazione favorito – quello di abile illusionista, conoscitore della mente umana e mentalista – Houdinì poteva comprendere tutti i trucchi messi in atto da sedicenti medium per abbindolare i propri clienti.

Gli anni in cui visse (nacque nel 1874 e morì nel 1926) furono caratterizzati da un grande fermento attorno al fenomeno dello Spiritismo, che Kardec ufficializzò attraverso i suoi “Libro degli Spiriti” e “Libro dei Medium”. Da metà del XIX secolo le sedute spiritiche, condotte in vari modi e da persone di ogni estrazione sociale, erano diventate una moda. Perché la morte, in qualche modo, aveva assunto un fascino unico. I grandi progressi scientifici davano l’illusione di poter un giorno diventare immortali o riportare in vita i morti, o rianimare cadaveri, come nel caso del Frankenstein di Mary Shelley – primo vero romanzo di fantascienza, scritto da una donna. Al contempo, la morte restava qualcosa di sfuggente al controllo e alla spiegazione della scienza, e l’opprimente positivismo scientifico induceva molti a ripiegare sullo spiritualismo, per abbandonare una visione troppo meccanicistica dell’esistenza. (Lo spiritualismo non è comunque da confondere con lo Spiritismo: il primo afferma semplicemente l’esistenza di principi preternaturali che contribuiscono ad animare l’essere rendendolo vivo, mentre lo Spiritismo riguarda nello specifico la corrente di pensiero per cui esistono entità sovrannaturali e defunti che possono essere contattati dai vivi, per ottenere una comunicazione di vario genere.)

Houdinì, nonostante fosse nato in una comunità ebraica, e quindi avvezzo a tematiche metafisiche, rifiutò sempre di credere nello spiritismo. Dopo la morte della madre, negli anni Venti, iniziò attivamente a smascherare medium e parapsicologi, avvalendosi soprattutto della sua abilità come illusionista, prestidigitatore e mentalista. Per lui, abituato a creare l’illusione del sovrannaturale, era semplice scoprire la finzione e, fra l’altro, era solito utilizzare un trucco piuttosto semplice da applicare. Nelle città dove avrebbe tenuto uno spettacolo, arrivava un paio di giorni prima e, camuffato per non farsi riconoscere, visitava i medium più famosi della città. A quel punto, chiedeva loro di mettersi in comunicazione con un parente defunto mai esistito e, quando questi rispondevano trasmettendo un messaggio ovviamente falso, prendeva nota del loro nome, rivelandolo al momento dello spettacolo.

Oltre a “smascheramenti” così semplici, divenne parte dello Scientific American Committee, che si occupava proprio di indagare sulla veridicità delle affermazioni di medium e parapsicologi. Questo organo non aveva l’obiettivo di dimostrare la non esistenza di una vita oltre la morte, dell’anima, o invalidare la parapsicologia e lo spiritismo. Si occupava piuttosto di comprendere se tutto ciò avesse un fondamento. Per farlo, era ovviamente necessario escludere le frodi. In questo ruolo, Houdinì diede un grande aiuto e riuscì a svelare molti trucchi utilizzati dai sedicenti medium, in particolare quelli riguardanti la creazione di ectoplasmi con garze, e altre sostanze e oggetti. Spiegò anche come venivano artefatte le fotografie che ritraevano presunti morti o spiriti interagire con i vivi. Anche in questo caso, niente di sovrannaturale, ma soltanto voluti “errori” di chimica e fisica.

Il suo più grande “sbufalamento” avvenne però con la sua morte. Nel 1926, si ammalò di peritonite e, prima di spirare, promise alla moglie Beatrice: “Se è veramente possibile tornare dall’aldilà, Harry Houdinì ce la farà”. Famoso per le sue rocambolesche tecniche di escapologia, nessuno sarebbe stato più preparato di lui per scappare alla Morte. I coniugi si accordarono dunque perché ogni anno, la notte di Halloween, Bess tenesse una seduta spiritica sulla sua tomba, tentando di evocarlo. Concordarono anche un messaggio in codice che l’anima del defunto Houdinì avrebbe dovuto riferire a Bess per farle sapere che si trattava effettivamente di lui. Anno dopo anno, Bess mantenne una candela sempre accesa vicino alla foto del defunto marito e, anno dopo anno, si recò sulla sua tomba per tenere l’usuale seduta spiritica. Tuttavia, Houdinì non le rispose mai e lei, ormai stanca, a distanza di dieci anni dalla sua morte decise di spegnere definitivamente la sua candela e salutarlo per sempre.

Abbiamo voluto raccontare la storia di Houdinì non perché ci poniamo come dei completi scettici nei confronti dello Spiritismo, dei medium, e della possibilità che una parte dell’essere umano sopravviva dopo la morte e possa comunicare con i vivi. Ma piuttosto perché, anche noi come Houdinì, cerchiamo sempre di porci con l’atteggiamento dello scettico per poter comprendere la realtà delle cose al di là delle mistificazioni. E quello che desideriamo è invitare tutti a porsi con questo atteggiamento critico, anche se, ovviamente, in un ambiente difficile come quello dell’esoterismo e della spiritualità, ciò apre a molti contrasti. Proprio come Houdinì, che nacque ebreo e aderì alla Massoneria, dimostrando in questo modo di non essere puramente uno scettico o un ateo, anche noi abbiamo ferme convinzioni riguardo a questioni metafisiche, spirituali ed esoteriche. Questo però non ci impedisce di utilizzare un certo senso critico laddove ci accorgiamo che la situazione ha poco di “magico”, ed è invece un inganno della mente o l’inganno di qualcuno, o peggio una truffa costruita ad arte per approfittarsi della debolezza delle persone – esattamente come tanti sedicenti spiritisti facevano negli anni di Houdinì.

Il senso di questo articolo vuole in definitiva essere un suggerimento a riflettere sulle proprie convinzioni e preconcetti a favore o sfavore di una certa disciplina. Anche come esoteristi, maghi, persone interessate alla spiritualità, non siamo tenuti a credere indiscriminatamente a qualsiasi cosa e a chiunque. Siamo anzi tenuti ad approfondire, mettere in discussione e avere lo sguardo più attento possibile, per riuscire a delineare i confini del naturale e poter così scorgere il preternaturale.

Speriamo inoltre che questo chiarisca il punto di vista che abbiamo già espresso sul nostro podcast sulla medianità.

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