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Spiritualità

Vodou e Hoodoo: oltre la finzione

Per quanto l’occultismo moderno si prodighi per fare chiarezza su diversi temi, alcuni continuano ad essere legati in modo quasi indissolubile alla superstizione che, ignorante, infanga la dignità di pratiche le cui radici affondano in contesti antichi, ben diversi da come la mistificazione popolare li descrive. Due degli argomenti che subiscono di più questo atteggiamento sono il Vodou e l’Hoodoo. Non solo vengono confusi fra loro, e i termini usati come sinonimi (anche se non lo sono affatto), ma sono anche ricondotti a un immaginario orrorifico, basato su film e telefilm, e per questo creduti ragione di ogni male, tanto che molti consigliano di stare lontani da queste pratiche a priori, senza una reale comprensione o conoscenza (teorica o pratica).

vodou, hodou, debunking, voodoo, hoodoo, magia, spiritualità, magia afro-caraibica, magia africana, magia voodoo, nexus arcanumLa verità è che le maledizioni, i riti d’amore e d’allontanamento, i legamenti, i feticci, i sacrifici di animali e tutto quanto di negativo viene associato a Vodou e Hoodoo, sono pratiche che, con diverse dinamiche, si rintracciano in ogni tempo e in ogni luogo, in ogni religione, forma di magia, cultura. Nessuna civiltà ne è stata esente, neanche l’Europa che tanto si fa vanto della propria superiorità in fatto di civiltà, etica e morale, più alta e giusta di quella dei “selvaggi africani”. Questa mentalità, che tende a screditare tutto quello che viene dall’Africa, o da territori considerati “primitivi”, non è morta con l’abolizione dello schiavismo. Al contrario è ancora radicata e, in qualche modo, sta subendo un’espansione sotto la spinta di un progressivo condizionamento mediatico, che induce molti a ritenere inferiore tutto ciò che è diverso. Dall’altra parte, l’impoverimento culturale dissuade da qualunque studio approfondito, non solo delle discipline citate e del background antropologico sul quale si basano, ma soprattutto di quel minimo di cultura generale indispensabile per comprendere il mondo. L’analfabetismo funzionale poi, grande nemico dei libri accademici, è un contagio sempre più grave, che a molti rende difficile distinguere fra realtà e finzione, con la conseguenza che tutto ciò che si vede in televisione (anche in prodotti di intrattenimento) viene ritenuto vero, senza che il senso critico induca ad informarsi e a discernere. Si radicano così falsi luoghi comuni, arrivando a ritenere tutto il Vodou come un misto di sacrifici di sangue, maledizioni e bamboline in grado di causare ogni sorta di male. Il popolo del web esoterico non è da meno: spesso il Vodou viene sconsigliato perché pericoloso e volto all’adorazione di un pantheon di sole entità maligne, altre volte viene consigliato come unico colpevole in caso di incantesimi di morte e distruzione, o tacciato di essere retrogrado e ancorato a una religiosità da primitivi.

Una sequela di cliché della peggior specie, che nascondono soltanto una grande ignoranza e la paura per qualcosa di ignoto e intimamente diverso.

Innanzitutto, è necessario fare una prima grossa distinzione fra Hoodoo e Vodou, laddove il primo non è niente più di una forma di folk magic, diffusa in tutto il territorio americano, da nord a sud, che ripesca elementi europei unendoli ad altri di origine afro-americana, nativo-americana e orientale (si pensi al ruolo delle monete bucate cinesi, usate come amuleti). In quanto forma di folk magic, l’Hoodoo è radicato a livello popolare, anche fra chi non è un esoterista a tutti gli effetti, ed è ovviamente slegato da ogni religiosità. Ovvero non ci sono né divinità di riferimento, né un culto o una gerarchia religiosa, e neanche individui che assumono il ruolo di sacerdoti. Infatti i rootworker sono considerati esperti nell’Hoodoo, ma non rivestono una funzione sacerdotale.

Per contro, il Vodou è una religione a tutti gli effetti, con la propria struttura religiosa, il proprio clero, il culto e un’ortoprassi definita. Si tratta per giunta di una religione iniziatica, trasmessa all’interno di comunità nelle quali i membri appartengono a una determinata Casa, che tiene traccia di tutti i discendenti per assicurare la corretta trasmissione del culto e il lignaggio iniziatico dei suoi sacerdoti. Il fatto che il Vodou sia una religione implica diverse cose, prima fra le quali che è impossibile che il suo pantheon sia costituito da sole entità maligne. Persino le divinità legate alla morte, i Ghedé, hanno dei ruoli protettivi pur patrocinando anche il trapasso, e i Rada, visti come massima espressione dell’impulso creativo, assumono talvolta risvolti negativi e distruttivi (basti pensare a Legba, che è tanto il messaggero quanto il guerriero, e a volte anche il trickster, a seconda della situazione e della necessità). I Petro, entità divinità rancorose legate alla vendetta e alla rivalsa, sono anche coloro che castigano i torti subiti, e che incarnano quello spirito di sopravvivenza, ribellione e desiderio di libertà provato dagli schiavi durante gli anni della prigionia (si fa riferimento alla Tratta degli Schiavi iniziata nel 1790 e alla lotta per i diritti durata fin oltre il 1900).

Come tutte le religioni, anche il Vodou ha una propria componente magica, che non è nient’altro che l’espressione del sovrannaturale nella vita umana, l’irrompere di poteri benevoli o malevoli, divini o demoniaci nel mondo, quando richiamati dai sacerdoti o dagli stregoni. Nessuna società umana, che sia essa europea o africana, ha fame soltanto di distruzione e morte: le necessità della vita sono tante quante le ragioni per cui l’arte dell’incantesimo veniva e viene ancora oggi praticata. Amore, distruzione degli ostacoli, prosperità, benedizione, guarigione, divinazione, guerra: ogni cosa che sia necessaria all’uomo per sopravvivere, prosperare e migliorare la propria condizione ha una propria espressione magica, ancorata all’espressione della religiosità.

vodou, hodou, debunking, voodoo, hoodoo, magia, spiritualità, magia afro-caraibica, magia africana, magia voodoo, nexus arcanumPer quanto riguarda le famigerate bamboline voodoo utili solo a uccidere, bisogna prima di tutto premettere che la creazione di feticci di fattezze umane non è esclusiva del Vodou, ma è presente in tutte le tradizioni, con molte testimonianze, anche europee, di feticci atti a guarire o far innamorare, piuttosto che maledire o uccidere. L’idea di base è quella di ricreare un simulacro della persona, ad essa legato attraverso testimoni (liquidi corporei, capelli, unghie, effetti personali, semplici fotografie, e così via), per poi battezzarlo (in senso lato) con il suo nome e animarlo, perché ciò che viene eseguito sul feticcio avvenga sulla persona, attraverso il processo di magia simpatetica (ampiamente descritto da J. Frazer nei primi capitoli de “Il Ramo d’Oro”). La particolarità delle bambole voodoo e hoodoo è che al loro interno, oltre ai testimoni e all‘imbottitura, vengono spesso introdotte erbe o altre sostanze, e il feticcio viene stimolato attraverso aghi (a volte essi stessi ritualizzati), infilzati in vari punti per indurre determinati effetti (viene colpito il cuore per gli incantesimi d’amore o d’allontanamento, il pube per la fertilità o sterilità, la parte malata per guarire da malattie, la testa per instillare idee, e così via). Sotto questo punto di vista, la pratica differisce rispetto a quella europea, nella quale i simulacri venivano per lo più creati in cera, battezzati, incisi con incantesimi e quindi seppelliti.

Infine, la più disturbante ed offensiva di tutte le idee è l’attribuire al Vodou ogni stranezza: porta unta, feci davanti a casa, animali morti, simboli strani, qualsiasi cosa che induca inquietudine ed esuli dalle conoscenze riguardo alla magia popolare, diventa in automatico “una maledizione fatta da quelli del Vodou”, quasi fossero una mafia e, di nuovo, senza operare una corretta distinzione con l’Hoodoo. Certo, entrambi fanno ampio uso di oli rituali, polveri e acque (colonie), ma per lo più per vestire candele, per bagni rituali, abluzioni o da usare sulla persona. Sono rari i casi in cui la pratica prevede di lasciare segnali eclatanti di un lavoro magico su qualcuno, poiché sarebbe come avvertirlo che qualcosa è stato fatto, una scelta ben poco strategica. Al contrario, nella magia popolare italiana, lasciare resti eclatanti è pratica diffusa, usata spesso non tanto a scopo magico, quanto per intimorire in modo pragmatico il proprio nemico (inoltre, il timore che qualcuno abbia operato un incantesimo ne fa già andare a segno metà, grazie alla breccia aperta dalla paura).

L’invito, come sempre, è quello di documentarsi prima di dare adito a luoghi comuni. Da un lato, per ridimensionare il terrore insensato per il Vodou, dall’altro per imparare a distinguere le varie pratiche e contestualizzarle, sapendo in caso di necessità come difendersi o come trarne un’utilità. La cultura è sempre la chiave per arrivare a una reale comprensione del mondo in ogni sua sfaccettatura, ed è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per integrare il diverso senza sospetto e paura, ma con doveroso rispetto.

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