• Sciamanesimo

    Il Coyote

    Quando si parla del Coyote si pensa a un imbroglione, nel senso più negativo del termine, ritenendolo quasi unicamente uno Spirito negativo di poco interesse. Questo genere di idea non potrebbe essere più sbagliata e lontana dalla verità.

    L’immaginario del Coyote è stato negativizzato durante il Colonialismo, che lo ha in qualche modo contrapposto al Lupo, al quale ha attribuito un’accezione più positiva. Se invece analizzassimo le leggende dei Nativi Americani, scopriremmo che al Coyote venivano riconosciuti molti meriti, diversi per le varie tribù. Leggenda vuole, per esempio, che sia stato il Coyote a donare il fuoco agli uomini, che a volte ha lui stesso creato. E sempre a questo Spirito si deve l’introduzione della morte nel creato, la quale non è ritenuta un evento negativo (come accade nel Cristianesimo), ma un importante regolatore della quantità di persone vive al mondo, affinché vi sia sempre spazio per tutti e per le coltivazioni. Secondo i Nativi Americani, il Coyote è lo Spirito più archetipicamente legato alla figura del trickster e dello shapeshifter, essendo capace di cambiare la sua forma, da quella animale a quella umana o antropomorfa.

  • Sciamanesimo

    Il Lupo

    Abbiamo deciso di iniziare una serie di articoli sugli Animali di Potere, analizzandoli sia dal punto di vista biologico e del loro inserimento nell’ecosistema, sia dal punto di vista spirituale. Il legame fra l’etologia e la spiritualità è intrinseco e imprescindibile, dal momento che i “doni”, gli insegnamenti e il messaggio degli Animali, così come il folklore che li circonda, dipendono per la gran parte dal loro comportamento in Natura. Osservando e comprendendo il ruolo dell’animale all’interno del suo ecosistema si comprendono gli insegnamenti e il comportamento dello Spirito che lo rappresenta nei regni sottili.

    E vogliamo partire proprio dal Lupo, perché è quello che, più di tutti, subisce una distorsione, in parte per le favole che lo vedono come grande cattivo mangiatore di uomini, e in parte per l’eccessivo buonismo che lo vorrebbe trasformato in un cagnolino “un po’ troppo selvatico”.

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    Sciamanesimo

    Di vita, sofferenza e morte

    di D.

    Nell’epoca dell’accanimento terapeutico si è disimparato che a volte la scelta più umana davanti alla sofferenza è porvi fine. Siamo abituatati a farmaci, macchine e tubi che sopperiscano a tutte le funzioni di un organismo vivente, pur di tenere in vita il paziente il più a lungo possibile. Che si parli di una persona o di un animale fa poca differenza, al punto di attribuire sentimenti umani agli animali e animalizzare le persone, ammassandole in reparti stracolmi come si farebbe con dei conigli.
    Tenendo in vita qualcuno che la Natura riconosce pronto a morire, che sa di essere pronto a morire e accetta l’abbraccio della Morte, ci si intestardisce con un egoismo di fondo che mette se stessi e la propria paura davanti agli altri, impedendo di empatizzare e provare davvero, sulla propria pelle, la sofferenza altrui. È una delle tante vittorie dell’Ego sull’empatia, e la sconfitta del sentimento di umanità è di per se agghiacciante.

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    Antropologia & Storia delle religioni,  Sciamanesimo

    Il tamburo sciamanico: il battito ancestrale

    Il tamburo sciamanico è, tradizionalmente, lo strumento più importante per lo Sciamano. Oggigiorno è anche quello più incompreso, relegato a un accessorio che, più che funzionale, deve essere utile ad apparire, magari decorato con un disegno evocativo, ma privo di significato. Al posto che in legno e pelle, sulle bancarelle sempre più spesso se ne trovano in plastica, a volte prodotti industrialmente, perché più durevoli ed “etici”. Si manda in secondo piano la Tradizione, per soddisfare il desiderio di apparire, una fame che divora la società moderna e certo non risparmia l’ambiente esoterico. Pochissimi creano da sé il proprio tamburo in legno e pelle, pochissimi lo fanno a mano attraverso il proprio sacrificio, di tempo e fatica. Sembra quasi che si vorrebbe che il tamburo non fosse altro che uno strumento al servizio del proprio ego, piuttosto che un tramite per gli Spiriti.

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